Facebook Offers, il couponing in salsa facebook

Facebook Offers, il couponing in salsa facebook

Dalla seconda metà di settembre anche i parchi di divertimento  –  o le strutture ludiche, che siano parchi avventura, laserdromi  o grandi  luna park –  che gestiscano pagine Facebook con oltre 400 fans possono avvalersi delle Facebook  Offers, utilizzando il nuovo strumento per inserire promozioni. Insomma, couponing in salsa Facebook. Ovviamente, lo strumento ha enormi potenzialità, in quanto diffuso all’interno del più noto social network, che in Italia annovera oltre 22,5 milioni di utenti.

 

Come funziona? Il meccanismo è semplice, si crea l’offerta, si stabilisce il budget che si vuole riservare alla sua diffusione e si resta in attesa che qualcuno clicchi sull’inserzione. A quel punto il coupon sarà inviato all’indirizzo email del richiedente, che potrà avvalersene acquistando il prodotto online, o presso l’esercizio commerciale ovvero in entrambe le modalità, a seconda di quanto desiderato dall’inserzionista. Cosa c’è di nuovo rispetto ad altre forme di couponing? Che il valore aggiunto di questo servizio è nella sua viralità, ovvero il meccanismo di “passaparola” tipico non solo delle conversazioni tra amici, ma anche dei social network. Infatti con Offers se faccio sapere sul mio diario di averne usufruito, o condivido la promozione, i miei amici lo apprenderanno, e potranno avvalersene anch’essi. Inoltre, la pagina Facebook sarà proattiva, perché il follower apprezzerà non solo il fatto di  poter interagire con il prodotto attraverso la fan page, ma sarà attratto – in una forma diretta mai raggiunta prima dal social network – dalle promozioni. La sfida dei comunicatori e degli addetti marketing  è nel  tentativo – rispetto ai deals veicolati da Groupon e concorrenti vari – di fidelizzare il visitatore della fan page, restituendo valore al classico acquisto compulsivo, ma non fidelizzato,  dei siti di social deal.

 

Lo strumento, come tutte le operazioni di marketing  dalle potenzialità inesplorate, presenta infatti qualche rischio. Offers offre la possibilità di diffondere promozioni  facilmente, ma con numeri non prevedibili:  proprio per questo tra le opzioni di Offers c’è la possibilità di limitare numero di potenziali fruitori e di inserire una data di scadenza. In Italia sono ancora pochi i casi di utilizzo di questo meccanismo, tra i più noti nei servizi turistici quello di BestWestern e di MSC, entrambi fruiti da centinaia di persone. I più scettici tra gli esperti di social marketing fanno tuttavia notare che è possibile incorrere in errori molto pericolosi: pensiamo al noto caso di Alitalia che ha offerto uno sconto del 25% sui biglietti attraverso il sito giapponese, dimenticando però di limitare gli aeroporti di partenza ai due hub del Paese. In sostanza si è sparsa la voce sul web e nella notte, attraverso il sito asiatico, Alitalia ha ceduto voli con sconto di 250 euro da tutti gli aeroporti serviti vendendo, a pochi centesimi di euro, migliaia di biglietti ad acquirenti europei. Una class action deciderà se la compagnia italiana dovrà onorare gli impegni. Altro limite dello strumento è che, per ora, il buono è trasferibile e condivisibile. In altre parole, può essere utilizzato più volte o da più persone, in quanto lo strumento prevede anche la possibilità di inserire un codice a barre da esibire alle casse , o numerico, da utilizzare sul web, che però è il medesimo su ogni coupon. Sarà difficile quindi, in 90 caratteri, segnalare che l’offerta è utilizzabile una sola volta o che è strettamente personale, in quanto Offers non prevede queste limitazioni, e si rischierebbero contestazioni da parte dei clienti. E in un contesto ad altissima viralità, così come un cliente soddisfatto può farlo sapere ad altri, allo stesso modo un utente insoddisfatto può trasformare la promozione in un boomerang per l’immagine dell’azienda , perché nei social network tutto si moltiplica, nel bene e nel male.

 

Certo, Facebook non è mai stato considerato dagli esperti uno strumento per la vendita diretta, tuttavia questo nuovo servizio potrebbe far cambiare opinione ai più scettici. (M.C.)